wineOwine e piccole cantine per un effetto wOw

Riprende il viaggio tra le food #startup. Quella di oggi ti colpisce immediatamente, a partire dal nome. Si chiama wineOwine e il suo acronimo, wOw, è tutto un programma :D

Ho raggiunto Federico De Cerchio, uno dei fondatori, e mi sono fatto raccontare qualcosa in più ;) Dalle sue parole emerge tanta professionalità e passione per un settore che ha bisogno di essere rinnovato, soprattutto nella distribuzione e nella comunicazione.

WineOWine

PRESENTATI E PRESENTA IL TEAM

ll progetto wineOwine è stato creato e sviluppato da me ed Eros (rispettivamente 27 e 30 anni) per un anno, prima di accedere ai finanziamenti di LVenture Group. Sia io che Eros abbiamo grande esperienza nel settore del vino sia a livello nazionale che internazionale. Adesso il team è stato integrato di quattro altri collaboratori (Martina Giustiniano, Dario Petrilli, Filippo Chiricozzi e Simone Capobianco).

Le competenze di prodotto e di settore sono alla base di quest’idea. Nel nostro progetto non c’è solo passione ma consapevolezza e conoscenza delle logiche di produzione, distribuzione e comunicazione del vino a livello nazionale e internazionale.

Fondatori wineOwine | Federico De Cerchio ed Eros Durante
Fondatori wineOwine | Federico De Cerchio ed Eros Durante

COM’È NATA L’IDEA?

L’idea di wineOwine nasce a settembre del 2012 dopo essere tornato dalla Svezia, dove ho fatto la specialistica in Business and Administration e mi sono laureato. Di ritorno in Italia, in una cena con amici (fra cui Eros Durante, CTO e co-founder) nasce l’idea di wineOwine. A quella cena avevo portato delle fantastiche bottiglie di vino di un piccolo produttore del nord Italia. Tutti erano gasati dalla qualità delle bottiglie e quando mi hanno chiesto dove avrebbero potuto acquistarle è nata l’idea. Non sarebbe difatti stato possibile acquistare quelle bottiglie se non direttamente nella cantina del produttore a 600km da casa mia (io sono abruzzese).

Ho condiviso la mia riflessione con Eros, Ingegnere Informatico e sviluppatore di alto livello che ha avuto esperienze in sviluppo web e comunicazione per diverse aziende vinicole. In quel momento avevamo un bisogno che il mercato non era in grado di soddisfare. Abbiamo fatto un analisi e cercato di capire quale poteva essere il miglior modello per aggredire il mercato.

Dalla mia lunga esperienza vinicola (la mia famiglia produce vino dal 1961 e nell’azienda vinicola di famiglia ho acquisito esperienza nella produzione, distribuzione e comunicazione del vino al livello nazionale e internazionale) sono sempre stato un sostenitore della teoria che “un consumatore nella maggior parte dei casi quando sceglie un vino non ha un’idea precisa della bottiglia da acquistare” e all’aumentare dell’offerta aumenta la confusione del consumatore. Un consumatore confuso difronte ad un eccesso di scelta semplicemente non sceglie e non acquista. Un ecommerce tradizionale non sarebbe quindi il miglior modello di vendita per soddisfare le esigenze del consumatore.

Questo accade perchè il vino è un prodotto molto complesso, che si acquista spesso per la componente “emozionale” (storia, origini ecc…). Il consumatore semplicemente vuole acquistare un buon prodotto, con un’ottimo rapporto qualità/prezzo e che lo emozioni. Lui vuole un’esperienza. Inoltre, il consumatore di vino è un curioso, sempre alla ricerca della diversità e pronto a scoprire prodotti e marchi che non conosce.

COME AVETE PENSATO, ALLORA, DI RISOLVERE QUESTO PROBLEMA?

Quello che facciamo è proprio questo, selezionare le etichette di piccoli produttori e proporli al grande pubblico. Veicoliamo poche etichette alla volta, in modo da non confondere il consumatore difronte ad un eccesso di scelta e accompagnandolo alla scoperta di prodotti sempre diversi.

COME MAI PROPRIO I PICCOLI PRODUTTORI?

Perchè nel mondo del vino i consumatori sono affascinati dalle piccole cantine. Inoltre, in questo periodo economico i piccoli produttori soffrono perchè non hanno la possibilità di accedere ai canali di distribuzione tradizionale (supermarket ed enoteche).

In sostanza, noi non facciamo altro che connettere domanda e offerta in una sorta di “win win situation”, semplificando la scelta e rendendo il consumo di vino di qualità facile e alla portata di tutti . Raccontiamo le storie dei piccoli produttori, cercando di lavorare sulla componente emozionale del vino. In questo modo ci rivolgiamo ad un mercato enorme, composto di non soli appassionati ma anche di curiosi o semplici amanti del vino.

COS’HA LA VOSTRA STARTUP DI DIVERSO DALLE ALTRE?

Facciamo una grandissima attività di ricerca e lavoriamo a stretto contatto solo con piccolissimi produttori, realtà che non distribuiscono i loro prodotti a livello nazionale oppure oltre la propria/regione provincia di produzione. Lavoriamo quindi con marchi non famosi, privilegiando la qualità alla fama. Per far conoscere questi prodotti facciamo un grande lavoro redazionale di racconto delle storie dei produttori, dei prodotti e dei territori, attraverso delle interviste ai produttori.

RICORDI UN INCONTRO CHE REPUTI FONDAMENTALE PER LA VOSTRA STARTUP?

Sicuramente con quello che è diventato il nostro primo investitore, il fondo LVenture Group, quotato in borsa a Milano.

CHE DIFFICOLTÀ AVETE INCONTRATO ALL’INIZIO?

Il vino è un settore difficilissimo e molti investitori ne sono già rimasti scottati. Non è stato facile trovare il primo. Ovviamente non è mai solo una questione di soldi, anche trovare le persone giuste per formare il team aziendale non è stato un lavoro da poco.

VITA DA STARTUPPERS. COME SI SVOLGE LA VOSTRA GIORNATA?

Bella domanda. Minimo 12-14 ore di lavoro al giorno, sempre in viaggio, pochissimi soldi in tasca ma tanta tanta passione. Fare startup non è come avviare un’azienda normale, significa buttare le basi per un progetto che punta a sviluppare un’innovazione o che, come nel nostro caso, mira ad innovare un settore tradizionale. Il risultato è vivere nell’incertezza in quanto facendo qualcosa di nuovo, appunto di innovativo, non si sa mai se si sta percorrendo la giusta strada.

COSA CONSIGLI A CHI VUOLE AVVIARE UNA STARTUP?

Quando ho iniziato wineOwine con Eros l’abbiamo fatto con grande passione e istinto e con un approccio sicuramente poco imprenditoriale. Poi siamo stati anche fortunati ed è andata bene in quanto siamo riusciti ad arrivare dove siamo ma sicuramente raccomando di utilizzare un approccio più business: analisi del mercato, dei competitor, un business plan e cosi via…

DATI UTILI

wineOwine.com

wineOwine su Twitter

wineOwine su Facebook

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COSA C’INSEGNA

Anche i piccoli produttori possono avere una chance di emergere in un mercato molto difficile e complesso, come quello del vino. Un’alternativa all’esportazione, strategia sempre più seguita dai piccoli produttori e da quelli meno conosciuti. Fondamentale una buona organizzazione dal punto di vista distributivo e promozionale.

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