Fidelizzare i clienti. Rossopomodoro fa così

Acquisire nuovi clienti nel mercato della ristorazione non è poi così difficile. Le basse barriere all’entrata permettono, infatti, la continua nascita di nuovi locali, più o meno innovativi. I consumatori, i cui comportamenti sono decisamente cambiati, oggi, più che mai, sono alla ricerca di nuove “esperienze” e, per questo, cambiano spesso locale. Si è sempre detto che fidelizzare un cliente costi meno che acquisirne uno nuovo. Ma vale anche per la ristorazione? Siamo sicuri che basti proprio poco per non far “scappare” un cliente? Cosa vuol dire essere un cliente fedele oggi?

Logo rossopomodoro su maiolica

Sono convinto che per il ristoratore la vera sfida consista proprio nel tenersi “stretti” i clienti che gli hanno già fatto visita. Per il semplice motivo che si ha a che fare con persone che, per definizione, in quanto essere umani, non saranno mai soddisfatti pienamente. È vero che alla base ci devono essere buona educazione, cortesia e ottimo servizio, ma possono bastare da soli?

Credo che sia cambiato il modo di essere “fedeli”. O meglio che debba cambiare, ed essere aggiornata, l’accezione che si da al termine “fedeli”. Essere un cliente fedele oggi, infatti, non vuol dire frequentare sempre e solo uno stesso locale ma avere una cerchia di locali preferiti tra cui scegliere a rotazione. Per rientrare in questa cerchia, il ristoratore, pertanto, deve essere in grado di stimolare in maniera positiva e continua, coinvolgere e interagire con i clienti. Termini molto familiari nel contesto web 2.0, ma che dovrebbero essere applicati anche, e soprattutto, alla vita reale.

C’è chi dovrebbe farlo e c’è già chi prova a tenersi “stretti” i propri clienti, anche in modo un po’ diverso dal solito. Rossopomodoro è uno di questi. Ti racconto cosa si è inventata.

Napoletana di nascita e cosmopolita di adozione, Rossopomodoro, per chi non la conoscesse già, è una catena di ristoranti, come dicono loro, di “cuore napoletano”. Dai piatti tipici partenopei all’immancabile pizza napoletana che, almeno una volta nella vita, dovresti provare.

Bene, oltre alla classica carta fedeltà (la loro si chiama “cartaVerace” e il nome già dice tanto :D) che serve a raccogliere punti e accumulare sconti e a quattro menù che cambiano in base alle stagioni (gli ingredienti ovviamente rispettano i tempi della natura), ho trovato sul mio tavolo alcune schede. La grafica curata e professionale mi ha subito colpito. Su ogni scheda è riportata una ricetta, da ciò che serve comprare al mercato o alla “puteca” alla preparazione e ai loro consigli per ottenere un piatto perfetto. Ogni ricetta è contrassegnata da un numero e alle estremità di ogni scheda ci sono due fori in modo da poterla inserire in un raccoglitore. L’obiettivo di Rossopomodoro mi è parso abbastanza chiaro: far tornare i clienti nei loro ristoranti con il pretesto di collezionare tutte le schede e relative ricette, o almeno una buona parte. L’ho trovata proprio un’idea creativa e originale visto che non mi è mai capitato di vederla in altri ristoranti.

Ricette rossopomodoro

Ovviamente, affinché questa azione di fidelizzazione sia efficace, è fondamentale apprezzare i loro piatti, avere interesse per la cucina e avere uno dei loro ristoranti a portata di mano. Devo dire che a me manca quest’ultima possibilità. È stata la mia seconda volta da Rossopomodoro e come si dice non c’è due senza tre. Intanto ho portato a casa due ricette, il “Gattò di patate” e l'”Arista di maiale al latte” ;)

Sei stato un loro cliente? Cosa ti ha colpito?

Sei un ristoratore? Cosa fai per fidelizzare i tuoi clienti? Raccontamelo :)


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2 comments to “Fidelizzare i clienti. Rossopomodoro fa così”

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  1. Antonino ☞ Twixit (@irAnianPoetnoon) - 26 aprile 2012 at 14:31 Reply

    Di Rossoppomodoro apprezzo soprattutto la standardizzazione della ricetta “pizza” che trovo sempre uguale – cioè buona – in ogni ristorante (e non è una cosa da poco potersi fidare di una buona pizza ovunque si sia) e che non offre inutili paginate di pizze da scegliere che creano spesso solo confusione al cliente. L’impasto in stile napoletano è per veri amanti.

    • Vincenzo Fortuna - 26 aprile 2012 at 15:29 Reply

      Concordo pizza molto buona. Effettivamente la standardizzazione dovrebbe essere alla base del concetto di franchising ma non sempre è così. Pare, però, che Rossopomodoro ci riesca molto bene. E di questo ne siamo contenti :D

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