Il Salone del Sapore, il giorno dopo

Sarebbe più appropriato il Salone della Delusione. Il titolo è un po’ duro, me ne rendo conto ma questo, purtroppo, è il mio bilancio. Non approvo chi dice “purtroppo siamo in Sicilia”, perché sottintende una non volontà di cambiare le cose, ma questi eventi di certo non aiutano a far cambiare idea.

Come da post precedente, ieri, 16 aprile, sono stato al Salone del Sapore di Catania. Mi aspettavano due interessantissimi convegni, per cui ho fatto le corse per arrivare puntuale alle 9.30. Arrivato lì ho fatto un giro per gli stand. Avrebbero tranquillamente potuto omettere la dicitura “del Sapore” e chiamarlo solo “delle Attrezzature Alberghiere” visto che tutti gli espositori, a parte uno, trattavano macchine per produrre, cucinare e confezionare cibi. In ogni caso alcune aziende avevano fatto anche un buon lavoro dal punto di vista del design dello stand :)

La cosa che mi ha colpito immediatamente è stata l’assoluta mancanza di un desk di accoglienza e registrazione (ma evidentemente la creazione di un network, mailing list, ecc., non erano tra i loro obiettivi). Un misero tavolino messo di lato a cui erano appoggiati i cataloghi dell’expo. Dopo aver girato l’intero spazio (non ho perso molto tempo) mi sono reso conto che non c’era una sala convegni (o qualcosa del genere). Gentilmente un espositore mi ha indicato un organizzatore che ho dovuto pure rincorrere. Bene, una volta raggiunto scopro che i convegni si tengono da tutt’altra parte, all’entrata del MAAS (che per inciso è gigantesco). Non mi perdo di coraggio, chiavi alle mani mi sono diretto alla macchina e rifatto il percorso inverso. Mi sono fermato davanti quella che ho presunto essere la sala convegni, visto che non c’era nessuna segnalazione. Nonostante fossero ormai le 10 non c’era nessuno spettatore e gli oratori, che ho incontrato fuori, mi hanno detto che si stavano spostando dove sono gli stand. Per cui sono tornato indietro. Senza fare niente, in attesa di non so che cosa, si sono fatte le 12. Hanno improvvisato un banchetto e delle sedie in mezzo ad un corridoio. Vista l’ora hanno deciso di far confluire primo e secondo incontro in uno solo.

Per farla breve, tutto si è svolto velocemente, tra i rumori di gente che cucinava ed esponeva i procedimenti, odori di ogni genere, persone che passavano in continuazione e di fronte ad unico spettatore, io (esclusi relatori e “testimonial”). Interventi sommari, senza approfondimento e, visto il rumore, non è che abbia capito granché. D’altra parte quello che sarebbe dovuto durare circa quattro ore è stato fatto in un’ora scarsa. È ovvio che qualcosa nell’organizzazione non ha funzionato. Di chi sia la colpa, francamente, a questo punto poco importa, ma spero tanto che il prossimo anno decideranno di fare le cose meglio anche se, non essendo la prima edizione, ne dubito fortemente.


 

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Marketer, Writer, Food Stylist & Photographer. Mangio esperienze, racconto emozioni. Un vero #designlover che non sa dire di no alla buona tavola!

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