In un mondo dove tutti ti dicono a chi dovresti ispirarti per essere una persona migliore, io voglio, invece, evidenziare le cattive abitudini che devi evitare nel tuo locale per essere un ristoratore migliore.

Al di là del classico e rigido bon ton ecco alcune cose che fanno inorridire e che purtroppo accadono nei ristoranti, pizzerie, ecc. Una lista in continua evoluzione perché, purtroppo, non si finisce mai di sbagliare! E io segno…… ;D

Bad practice ristoranti | Bocconi di Marketing

Queste bad practice sono tutte legate a persone e locali reali. Su alcune, veri e propri aneddoti, si può cliccare e scoprire com’è andata.

COSA NON DEVI FARE PER DIVENTARE UN RISTORATORE MIGLIORE:

Non sei un ristoratore e anche a te piace andare in giro per locali a degustare prelibatezze? Ogni tanto noti qualcosa che non va? Fammelo sapere, l’aggiungerò alla lista  ;)

Hai un aneddoto da raccontarmi? Compila il form.

13 comments to “Bad practice”

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  1. Stefano - 11 giugno 2013 at 16:24 Reply

    Ciao vincenzo, complimenti per il blog, davvero molto interessante.
    Sono un ristoratore, lavoro in sala, servo ai tavoli, sto alla cassa e curo il rapporto con i clienti, per questo, come rappresentante della categoria, vorrei spezzare una lancia in favore di chi svolge il mio stesso lavoro.

    Premesso che un ristorante degno di chiamarsi tale deve, e sottolineo DEVE, praticare una politica che vada ben oltre il “mettere da mangiare in tavola”, se non altro per differenziarsi da un fast food o da un locale che offre un servizio di mensa.
    Cortesia, una degna accoglienza, sorrisi, atmosfera distesa e rilassata sono ingredienti importanti tanto quanto quelli utilizzati in cucina.
    Detto questo, una considerazione:

    E’ diventato praticamente impossibile pianificare il lavoro. L’affluenza di persone nel mio locale (della quale per fortuna al momento non posso lamentarmi) si distribuisce con quasi assoluta casualità ed imprevedibilità. I fattori che incidono sull’affluenza variano dalla presenza di altri eventi in zona, alle condizioni metereologiche. Lascio immaginare dunque le difficoltà nell’organizzarsi sia in cucina, con materia prima e preparazione sia con i turni di lavoro del personale di sala.

    Un’altra cosa. “Il cliente ha sempre ragione” è una frase di circostanza che si usa con i dipendenti e con i clienti stessi. Ma è una affermazione vera tanto quanto lo è quest’altra: “In Italia si mangia egualmente bene in ogni locale”.
    Ecco perché secondo me sarebbe corretto stilare anche una lista di “Bad practice” dei clienti della ristorazione Italiana.

    1) Stare al mondo:
    descrivo la scena: sala piena, una tavolata di 15-20 ragazzi che urla e sbatte i piedi ad ogni brindisi. Mi avvicino: “Ragazzi per piacere, ci sono anche altre persone a cena, cercate di stare tranquilli e non disturbare”. Risposta: “Ma ringrazia che siamo venuti qui”.
    Non avranno un buon trattamento alla cassa, ovvero pagheranno fino all’ultimo limoncino e amaro.

    2) Lo sconto infinito: Nel resto del mondo si lascia la mancia come gesto di cortesia. In Italia è considerato scortese non applicare uno sconto, anche su un prezzo magari già contrattato e scontato in fase di prenotazione, a prescindere dalla qualità del cibo e del servizio di cui si è usufruito.

    Potrei continuare, ma devo andare a lavoro ;)

    Non voglio assolutamente generalizzare. La maggior parte dei clienti che ho è gente per bene, che è mio compito “fidelizzare” e soddisfare in ogni modo. Volevo solo ricordare che lavorare a contatto con molte persone per molte ore al giorno può essere davvero complicato.
    Grazie e buon lavoro ;)

    • Vincenzo Fortuna - 12 giugno 2013 at 09:07 Reply

      Ciao Stefano e grazie per i complimenti :) È ovvio, qui non si generalizza ma si parla di aneddoti specifici e atteggiamenti che alcuni ristoratori hanno (fare i nomi non mi sembra elegante, lascio le considerazioni alla propria coscienza, ammesso che mi leggano :D). Non tutti siete uguali, per fortuna, e non c’è nessuna intenzione di voler fare del male gratuito a qualcuno ma solo constatare che a volte qualcosa non va e, come dici anche tu, non basta servire del cibo. Condivido pienamente il fatto che il cliente non ha sempre ragione ma il blog ha l’obiettivo di consigliare la strada giusta ai ristoratori, ecco perché una lista di bad practice che li riguarda. Farne una per i clienti non avrebbe molto senso. Si potrebbe però pensare all’etichetta del perfetto cliente. Ci penserò ;) Intanto se ti fa piacere continua a seguirmi e a “farti sentire”. Ciao.

  2. Rosario NICOSIA - 8 gennaio 2013 at 23:44 Reply

    Ciao Vincenzo,
    ad un mio carissimo amico è capitato di chiedere ad una cameriera gli ingredienti del piatto che stava meditando di ordinare sentendosi rispondere sarcasticamente “non saprei, se VUOI posso chiedere allo chef”…!!!
    Trai tu le dovute considerazioni…

  3. marianna - 7 agosto 2012 at 13:54 Reply

    da aggiunere: smetterla di Non dare lo scontrino fiscale

  4. Elena Mazzali - 19 luglio 2012 at 11:26 Reply

    Ciao Vincenzo,
    ottima lista di bad practise anche se manca una cosa fondamentale ( o forse l’hai inserita in una macrovoce!?) e cioè il posizionamento.
    Sa più strategico che operativo è vero però è un elemento importante in sede di pianificazione e sviluppo del proprio business.

    In zona da me, da poco, trovo un pub in stile west ma propongono gnocci alla sorrentina come menu’.. ora il titolare si lamenta perchè non ha un buon giro di clienti!
    E’ un peccato perchè è una giovane coppia che ci prova, nonostante la crisi!

    bene, detto questo aggiungo anche parcheggio, la musica e lo stile: spesso poco applicato a tutte le aree del locale :)

    buona giornata

    • Vincenzo Fortuna - 19 luglio 2012 at 11:47 Reply

      Elena hai perfettamente ragione! Grazie per l’aiuto ;)
      La coerenza tra tutti gli elementi è fondamentale. Dal cibo all’arredamento, dalla musica al servizio.
      Purtroppo per il parcheggio non mi sento di metterli in croce, altrimenti avremmo locali solo in periferia :D

  5. Tati - 18 luglio 2012 at 20:44 Reply

    delle due l’una: o scelgo locali sbagliati o capitano tutte a me! ieri sera, dopo cena, mi trovo con degli amici in un suggestivo locale sul mare noto per i suoi cocktail a base di frutta fresca di stagione. veniamo subito avvisati che il ghiaccio sta per finire (alle 10 di sera?nel mese di luglio??). senza neppure “scusarsi”, quello che sembrava un cameriere ci invita a scegliere dal menù velocemente per evitare che quel poco stesso non sia più disponibile. anzi, le parole esatte sono state: vi consiglio di sbrigarvi (!!!!!!!!!!!!!). poi ci suggerisce di evitare le preparazioni frozen (oltre mezzo menù) e di ordinare cose tipo il bellini. scegliamo cocktail con diversi tipi di frutta per scoprire che: c’è solo pesca e melone bianco. e via n’altro quarto di menù. la sangria non c’è. e fuori n’altro pezzo. e se vogliamo da mangiare solo piadina. insomma, alla fine al tavolo sono arrivati 5 bellini (neppure ricetta originale) caldi! mi aspettavo quantomeno dei saltini o altre cortesie visti i disagi, invece nisba.
    era la prima volta che andavo in questo posto, di certo non ci sarà la seconda.
    ps.vedi tu come trasformare in DONTS l’atteggiamento di questo tizio.

  6. Tati - 10 luglio 2012 at 18:10 Reply

    bravo!! se ti seguissero alla lettera migliorerebbero il loro rapporto con i clienti. aggiungerei alla lista “fare smorfie quando due bellissime ragazze si presentano in ritardo rispetto alla prenotazione”: andrebbero accolte con sorrisi e tappeti rossi, migliorano l’estetica della sala! :)

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