Rubino, arrivederci

Ok sono pronto. Ho raccolto le idee, sistemato le foto ma soprattutto mi sono ripreso da questo weekend in cui sono stato travolto dalla cultura, dalla luce e dai sapori sciclitani.

Dall’1 al 3 novembre, infatti, Scicli si è tinta di Rubino e ne è rimasta irrimediabilmente ma positivamente macchiata. Una di quelle macchie indelebili che non possono che giovare ad un piccolo comune, come quello di Scicli, perché lo fanno conoscere, vivere e apprezzare sotto una luce diversa, magica e ospitale.

Rubino il giorno dopo sem scicli

Ero già stato una volta a Scicli ma, questa volta, ho potuto vivere, oltre che vedere, questo piccolo paese presepe (non a caso c’è una tradizione molto radicata). Tre piacevolissime giornate in cui ho degustato moderatamente, assaggiato molto, camminato tantissimo, visto con stupore, ascoltato con attenzione, conosciuto con piacere e parlato con entusiasmo. Ho goduto, inoltre, di una “Scicli sconosciuta”, lontana dal percorso del solo centro storico o di quello di Montalbano. Una Scicli fatta di luci notturne, persone comuni, storie insolite e monumenti poco conosciuti.

Poco importa se ho parlato con gli organizzatori, con chi vive lì o con chi è venuto a dare solo un’occhiata, col proprietario di un ristorante, con quello di un vigneto, con chi aspettava la navetta o col vicino di posto sulla navetta. Poco importa se ho parlato di vino, di piatti tipici o reinventati, ma sempre con una forte connotazione territoriale, di arte, musica o cultura. L’importante è che ho respirato un’atmosfera gioiosa, coinvolgente e rilassata (a questa avrà pensato sicuramente il vino :D).

L’evento si è svolto in tutta la cittadina. Da una parte, una main location  strepitosa, quella del Convento di Santa Maria della Croce, è stata il luogo dell’expo food&wine dove era possibile degustare i vini (24 cantine vitivinicole e oltre 100 etichette) e conoscere e assaggiare i prodotti tipici del territorio sciclitano e ragusano in genere, grazie ai vari produttori e a Slow Food. Dall’altra, il centro storico, intriso di arte, musica, cultura e ancora vino e cibo. Dalla visita ai palazzi storici, alle chiese, ai musei del costume e della cucina iblea, alle mostre e installazioni artistiche (DITHYRAMBUS). Dal mini corso di avvicinamento al vino e alle degustazioni di vino guidate, a cura dell’AIS, alle cene con il produttore. Per finire con la musica di Antonella Leotta Quartet, Gaetano Trovato, Francesco Branca, Enzo e il Cattivo Tempo e dei Poeti erranti, che ha trasformato palazzi storici e spazi verdi pubblici in “giardini sonori”.

Ristorante Quore Matto

Degustazione "I Vigneri" a cura dell'AIS

Una prima edizione, quindi, di tutto rispetto, che fa pensare a un respiro più ampio e internazionale per le successive edizioni di una rassegna eno-gastronomica e culturale, che ha portato tanti visitatori a scoprire antichi monumenti che, prima chiusi e poco considerati, hanno riacquistato la loro importanza e dignità. Molti sono venuti intenzionalmente, qualcuno si trovava in Sicilia ed è passato di lì, volontariamente o per caso, e poi ci sono i residenti, che hanno potuto godere della propria cittadina e dei propri monumenti sotto una luce e un’atmosfera differente. D’altra parte, l’obiettivo del progetto, così come di quelli che verranno dopo, è di usufruire e godere dei monumenti di Scicli trasformandoli in luoghi d’incontro. I numeri ne danno conferma. Oltre 5.000 persone hanno visitato il Convento di Santa Maria della Croce e tanti altri hanno invaso il centro storico. Voci qua e là, poi, mi hanno fatto constatare come l’opinione generale fosse decisamente positiva. Dagli organizzatori, ai visitatori. Dai produttori, ai ristoratori. Certo, tutto è migliorabile ma l’importante, soprattutto in Sicilia, è che si cominci a fare qualcosa. Poi il tiro si può aggiustare più avanti.

Cuturro e fagiolo Cosaruciaro a cura di Slow Food, Consorzio fagiolo Cosaruciaro e Ristorante Satra

Un grande plauso va, quindi, agli organizzatori ma anche a quei produttori, ristoratori e artisti di ogni genere che hanno creduto nel progetto sin dall’inizio, a quelli che ci hanno creduto strada facendo e a quelli che ci crederanno la prossima volta. Perché si sa, piace a tutti mangiare un piatto preparato da qualcun’altro ma è anche vero che alcune volte dobbiamo crederci e prepararlo da soli.

Personalmente, mi sento di ringraziare tutto il gruppo SEM – Spazi Espressivi Monumentali (il gruppo informale di giovani dalle diverse professionalità che è nato da qualche mese per rilanciare l’offerta turistica e culturale della città di Scicli) e, in particolar modo, i ragazzi con cui sono stato più a contatto e che hanno reso il mio soggiorno ancora più piacevole: Vincenzo Burragato, Alex Massari, Monica Occhini, Ezio Occhipinti, Valentina Pensiero e Antonio Sarnari. È stata un’esperienza che mi ha lasciato un bel ricordo, come quando hai finito di cenare ma il sapore persiste ancora al palato. Ecco di cosa sa questo arrivederci.

Scicli di notte

DATI UTILI

Semscicli.it

SEM su Facebook

SEM su Twitter

SEM su Instagram

SEM su Google+

Un saluto ai miei compagni blogger di avventura, Peppe e Marika di I Love Sicilies e ti lascio ad una fantastica gallery ;)

Questo slideshow richiede JavaScript.

Se condividi questo articolo darai una mano anche ai ragazzi di SEM. Pensaci e grazie in ogni caso :)

The following two tabs change content below.
Marketer, Writer, Food Stylist & Photographer. Mangio esperienze, racconto emozioni. Un vero #designlover che non sa dire di no alla buona tavola!

Ultimi post di Vincenzo Fortuna (vedi tutti)

Has one comment to “Rubino, arrivederci”

You can leave a reply or Trackback this post.

Dimmi la tua ;)